Archivio Dicembre 2009
L'incubo della macchinetta per le fototessere
desperategayguy (02/12/2009 - 01:22)

Oggi voglio parlare di un problema grave che attanaglia l'Italia intera. Qualcosa che va oltre la disoccupazione, le allergie, il tabagismo. E' qualcosa che quando dobbiamo farla, automaticamente, ci manda in circolo una serie di irripetibili epiteti irripetebili anche in fascia non protetta.
La fototessera.
Io sfido chiunque a trovarne una, in tutta Milano, che funzioni dignitosamente. Anzi, rilancio. In tutta Italia. Perchè quelle macchinette succhiasoldi, sono, per me, mistero infinito.
Oggi mi sono presentato per portare un mio curriculum e la responsabile mi ha sorriso, per poi aggiungere "Ha per caso anche una fototessera?". Eh, certo. Perché io giro sempre con una mio foto nel portafoglio, in caso mi dimenticassi che faccia ho. "No, ma vado a farla". E si è abbattuta la maledizione.
Ovviamente l'unico negozio di foto e stampa, nella mia zona, aveva (giuro) "la macchinetta per le fototessere che è rotta da un po'." Ma io mi chiedo, minchia, ma portala ad aggiustare! E' come un meccanico senza cric, un ospedale senza camera di rianimazione, un forno a gas senza gas. Così mi sono fiondato a cercare quelle macchinette che hanno imboscato nelle metropolitane, per entrarci e fare questa benedetta fototessera. E siccome ne volevo tenere qualcuna anche per eventuale altri curriculum, ho optato per la scelta "16 foto".
E cosa mi stampa? Un pezzo di carta 15 cm per 10 con 16 mie facce dal diametro di una cimice. Un'unghia di pollice. E se solo la ritagliavo e la pinzavo, mi ritrovavo una sbarra per tutte la fronte oppure una cicatrice che mi attraversava la faccia.
Così le ho rifatte. 4 foto. E le dimensioni andavano anche bene. Peccato la faccia. Perchè la vocina che dice " Non ti muovere, stai fermo, fissa un punto davanti a te, stiamo per scattare, stai fermo non ti muovere" a me, personalmente, un pochino d'ansia la mette anche. Ero rigido come avessi un palo in posti non consoni. E il risultato?
Sembro un amico d'infanzia di Fabrizio Corona. In più ho il ghigno, la bocca storta da mafioso. Mi manca lo stuzzicadenti al lato della bocca. Per non parlare degli occhi: sembra che con uno stia guardando Torino e con l'altro ammiri il sole in Alaska.
Picasso però mi avrebbe apprezzato...
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